Usucapione: abitare per vent’anni nella casa di un familiare non basta per diventarne proprietari

Corte di Cassazione, Sezione II civile, ordinanza 28 novembre 2025, n. 31126.

Si può diventare proprietari della casa di un genitore semplicemente abitandoci per vent’anni? Non necessariamente. È questo il punto affrontato dalla Corte di Cassazione.

La vicenda riguardava immobili utilizzati per oltre vent’anni da un figlio, che aveva anche eseguito lavori di modifica e ristrutturazione, destinandoli alle proprie esigenze e a un’attività commerciale.

Secondo la Cassazione, questi comportamenti non erano sufficienti, nel caso esaminato, a dimostrare che il figlio avesse iniziato a comportarsi come proprietario anziché continuare a utilizzare i beni grazie al rapporto familiare.

Quando un genitore permette a un figlio di utilizzare un immobile, può farlo anche per moltissimi anni senza avere alcuna intenzione di trasferirgli la proprietà.

Per acquistare un immobile mediante usucapione non basta quindi dimostrare di averlo utilizzato a lungo. Occorre provare di averlo posseduto come proprietario, e non soltanto grazie al consenso o alla tolleranza di chi ne è titolare.

Il principio da ricordare: vent’anni di utilizzo di una casa non bastano, da soli, a renderne proprietario chi la occupa. Nei rapporti familiari è particolarmente importante distinguere il possesso dalla semplice disponibilità concessa dal proprietario.

Fonte: Cassazione n. 31126/2025 – massima e riferimento alla pronuncia.

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